Dall’altro lato del bancone

Un padre che scrive una lettera alla figlia raccontando, a carte scoperte, gli ultimi anni vissuti dietro al banco di un’edicola, la sua crescita, le sue cadute e le brillanti risalite, la forza che può portare il diventare padre, la realtà del sentirsi persi ed avere la forza di trovare la strada o semplicemente di reinventarsela.

Le parole che scorrono davanti agli occhi veloci, vere e commoventi, pagina dopo pagina ti immergi nel racconto di una vita che non conosci ed è un po’ come stessi guardando un film seduto su una seggiola, ti passano davanti tutte le persone che in questo libro vengono descritte e presentate, ti perdi nelle ambientazioni e in ciò che può portare l’amore di un padre per la figlia. 

“questa non è una di quelle favole a cu sei abituata” scrive l’autore alla figlia e io aggiungerei, questa è molto meglio! Perché nella sensibilità e dolcezza che si nasconde dietro a ogni parola c’è la vita raccontata a una bimba che ha dimostrato fin da subito di avere in sé tutta la forza del mondo. 

Ritroviamo tra le pagine la gioia e la delusione, la rabbia e la tristezza e tutti gli insegnamenti che un padre può dare a una figlia e oggi, i bambini hanno più che mai bisogno di realtà. 

E’ necessario, oggi, provare a far capire ai bambini che la vita corre veloce ma in quella velocità dovranno trovare il tempo di fermarsi,  che durante il cammino troveranno tante persone,  ma solo poche busseranno alla porta nel momento in cui ne avranno bisogno e non se ne dovranno fare una colpa, che l’amore tra due persone può anche finire ma l’amore per i figli no.

Insegnare loro, che le persone che non hanno vissuto determinate situazioni spesso non possono capire, che il verbo “imparare” non conosce età e ti accompagna semplicemente per tutta la vita, che la vita non è sempre giusta e non va quasi mai come vorremmo e a volte ci ritroviamo a salutare le persone più importanti della nostra vita ed è in quel momento che capiamo davvero l’importanza del ricordo. 

Queste pagine sono ricche di tutto ciò che dovremmo avere il coraggio e l’onestà di dire e raccontare ai bambini.

Ringrazio l’autore per avermi dato la possibilità di “sfogliare” la sua vita e ringrazio chi l’ha spinto a scrivere questa bellissima lettera che un domani sarà uno dei regali più belli che sua figlia conserverà di lui. Per mia esperienza lavorativa e personale scrivo spesso che ci sono padri e Padri, in questo caso la P maiuscola credo sia più che giusta.

Questa lettera è stata scritta in uno dei periodi più strani che un italiano può aver vissuto, in piena quarantena mentre la tv ci bombarda di notizie terrificanti e i bambini disegnano arcobaleni con su scritto andrà tutto bene, io stessa ne ho uno attaccato alla porta, oggi, finita la quarantena, sembra una bugia colorata… non è andato tutto bene e a guardarmi attorno non credo che ciò che abbiamo vissuto ci abbia cambiato in meglio… ma questa è una verità che i bimbi di oggi scopriranno su un libro di scuola solo tra qualche anno ed è giusto così.

Pubblicato da paroleepensierisparsi

leggo, scrivo, suono e spesso disegno... mi piace dire la mia, farmi domande e cercare di darmi delle risposte. ho una pagina instagram che si chiama paroleepensieri88 :)

5 pensieri riguardo “Dall’altro lato del bancone

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