Rousseau e l’Emilio

breve riassunto

Rousseau nasce a Ginevra nel 1712 e, rimasto orfano, dall’età di 10 anni viene affidato alle cure di un pastore. Studioso appassionato molto presto è costretto a lavorare e comincia come apprendista incisore. Poco più che adolescente decide, così, di abbandonare Ginevra per una vita più fortunata e avventurosa. Nella sua vita disordinata troverà un porto sicuro come ospite presso Madame de Warens, con la quale intraprenderà una relazione, Rousseau si dedica in questo periodo allo studio della filosofia, della scienza e della matematica. Conoscerà, a Parigi, Therese Levasseur, con cui intraprenderà una relazione e dalla quale avrà ben 5 figli, la sposerà dopo 23 anni e vivrà in povertà in uno squallido appartamento dopo essere stato additato come “l’anticristo” e preso di mira dalla cultura dell’epoca. In seguito agli eventi della Rivoluzione Francese il suo corpo viene traslato nel Pantheon di Parigi, accanto a quelle che erano considerate le personalità più importanti della nazione. 

  • Ripensa in modo critico il valore e il significato dell’educazione e del progresso.
  • Per R. la finalità dell’educazione è impedire che il fanciullo subisca l’influenza negativa della società.

l’uomo deve ritornare a vivere secondo natura, secondo valori di uguaglianza e giustizia, già connaturati nella sua interiorità. Secondo natura.”

Pedagogia >>>> aree tematiche fondamentali:

  • Occorre osservare i bambini nella loro specificità, perché l’infanzia non è semplicemente un’età preparatoria al mondo degli adulti.
  • Si deve rispettare la gradualità dell’infanzia
  • La conoscenza della mente dell’uomo e delle sue “disposizioni primitive” è fondamentale per l’azione pedagogica.

Scopo educazione >>> formare l’uomo e non limitarsi solo a sviluppare abilità.

Obiettivo primario insegnamento >>> insegnare l’arte di vivere.

Per R. è la società a rendere l’uomo corrotto e ingiusto, che non riescono a far esprimere le potenzialità creative dell’uomo.

Compito dell’educatore >>> garantire che il bambino compia esperienze adeguate alle sue capacità.

Vivere secondo natura nel rispetto di una legislazione naturale universale connaturata nella coscienza >>> istinto divino, immortale, guida sicura, giudice infallibile del bene e del male.

“ solo dalla persona riscoperta nella sua natura originaria potrà scaturire il cittadino che, come Emilio, dovrà adoperarsi per migliorare la società in modo da rendervi possibile una vita in condizione di uguaglianza e libertà simili a quelle dello stato di natura

Modello educativo dell’Emilio à proposta per la formazione di un individuo protagonista della storia e del suo tempo.

Educare secondo natura à significa rispettare nell’itinerario educativo la naturalità dell’uomo, ma questo comporta anche rispettare le varie fasi dello sviluppo psicologico dell’allievo, commisurando a esse i contenuti e i metodi dell’insegnamento. Un’educazione che rispetti la natura dell’allievo risponderà inoltre alle sue richieste, ai suoi bisogni, ai suoi interessi e alle sue inclinazioni, salvaguardandole l’individualità e la libertà. La teorizzazione e l’esemplificazione di questi principi costituisce l’ossatura della grande opera pedagogica do R.: l’EMILIO.

EMILIO, prefazione: psicologia evolutiva e puerocentrismo.

R. afferma che l’arte di formare gli uomini non è ancora stata considerata in modo adeguato. Quest’arte dipende dalla capacità di riconoscere le peculiarità di ogni età della vita, per conformarsi alla “merche naturelle” dello sviluppo.

R à divide lo sviluppo in fasi di cui descrive le modalità caratteristiche nella dimensione cognitiva e nella dimensione affettiva anticipando così lo studio della psicologia dell’età evolutiva.

Educazione di Emilio: ripartita in diversi momenti, ciascuno con determinate caratteristiche, il maestro deve condividere il mondo dell’allievo, adattarsi alle sue logiche e ai suoi linguaggi, farlo protagonista dell’educazione à il puerocentrismo educativo trova così nell’Emilio la sua più chiara formulazione.

Libro 1: il “gran principio” e le educazioni à l’uomo è originariamente buono, ma attraverso i rapporti sociali va inevitabilmente incontro a una degenerazione: “l’arboscello nascente” viene piegato e soffocato.

Tutto quello che impariamo ci viene fornito dall’educazione impartita da 3 maestri:

  • La natura: provvede allo sviluppo interno di facoltà e organi
  • Gli uomini: all’uso che ne facciamo
  • Le cose: all’acquisizione dell’esperienza e degli oggetti.

Solo dell’educazione che proviene  dagli uomini siamo davvero padroni e solo in parte di quella che deriva dalle cose. Per un’educazione armonica dobbiamo rendere coerenti le diverse educazioni, avvicinando il più possibile le due su cui abbiamo controllo allo scopo dell’educazione prodotta dalla natura, che coincide con il pieno dispiegamento delle facoltà umane senza le alterazioni prodotte dalla società. L’unica educazione efficace è quella naturale che forma semplicemente l’uomo.

Educazione naturale: dura 25 anni e comincia dalla nascita, perché già le prime sensazioni puramente affettive, come il piacere e il dolore, possono generare cattive abitudini.

R. errori pratici che depreca:

– uso delle fasce che impediscono i movimenti

– cure e precauzioni eccessive

– lusinghe e minacce

– ricorso a balie

Il primo allevamento e il nutrimento del bambino saranno responsabilità della madre, il suo compito viene esaltato da R. come apportatore di armonia domestica e di felice sviluppo del neonato. Questo verrà presto sottratto alle cure materne e affidato a un precettore, in modo da non alimentare la mollezza.

  • L’unico vero precettore dovrà essere il padre.

Precettore: educatore, il compito educativo fondamentale è quello morale.

L’educazione autentica non è precettistica, ma scoperta autonoma da parte dell’allievo.

Dichiarandosi inadatto per il ruolo di precettore nella realtà, R delinea nel Libro 1 dell’Emilio il ritratto dell’allievo e la situazione educativa ideale.

Emilio à è ricco e nobile à perché coloro che appartengono a queste categorie ricevono l’educazione meno adatta a se stessi.

  • È orfano: o va comunque considerato come tale.
  • È europeo e preferibilmente francese.
  • È infine di indole normale e intelligenza media, ma sano e robusto, così da non costringere il suo precettore a trasformarsi in infermiere.
  • La campagna sarà il luogo dell’educazione perché qui la società non può esercitare il suo effetto corruttore.

La modalità dell’apprendimento e i primi interventi educativi: dalla nascita ai 3 anni

Per R. l’esperienza è la prima matrice e la prima condizione dello sviluppo infantile.

Prima di acquisire la capacità di parlare, prima ancora di capire, il bambino si istruisce già, e l’educazione deve seguire tempestivamente questo processo.

L’educatore deve provvedere affinchè Emilio non contragga abitudini che lo rendano schiavo e lo deviino dai suoi naturali bisogni, in modo da essere educato per tempo alla libertà e all’uso delle proprie forze.

La curiosità del bambino va favorita con l’aiuto a superare il timore dell’ignoto. Il bambino vuole toccare tutto e questa irrequietezza va favorita.

Affinchè acquisisca il senso dello spazio e della distanza si deve abituarlo a camminare molto e a spostarsi da un posto all’altro.

L’apprendimento del linguaggio: R. da molto spazio a questo. Afferma che i bambini “parlano prima di saper parlare” facendo molte e accurate osservazioni sul linguaggio non verbale. In seguito i bambini apprendono a usare le parole seguendo le proprie regole dello sviluppo. Gli adulti devono rispettare i tempi e se vogliono contribuire devono iniziare col fornire pochi termini ben distinti. Man mano che si svilupperà grazie al linguaggio Emilio si abituerà a leggere più chiaramente la propria esperienza emozionale, e potrà rendere partecipi gli altri dei proprio pensieri e delle proprie intenzioni.

Libro 2: la seconda età educativa (3 – 12 anni ), la formazione intelligente dei sensi, la libera attività

Emilio imparerà anzitutto a muoversi e a parlare, a conquistare coscienza di sé e autonomia, a ricordare e a essere felice. Per non limitare la sua felicità, verrà lasciato libero di muoversi e di agire. Poiché non sarà ancora in grado di ragionare in astratto, non glielo si richiederà, né si baserà la sua educazione sulla lezione verbale.

La sua educazione passerà soprattutto attraverso i sensi e il corpo, spinta dall’interesse. Tutto ciò che Emilio apprenderà dovrà essere collegato a uno scopo concreto, per questo saranno bandite favole e libri. Emilio apprenderà le lettere solo quando misteriosi bigliettini scritti dal precettore gli verranno recapitati e lo renderanno desideroso di conoscerne il contenuto. Nel libro 2 R. enuncia e chiarisce le coordinate fondamentali della sua concezione di educazione naturale. L’unico modo possibile per favorire la felicità di un individuo consiste nell’educarlo a commisurare i suoi desideri alle sue possibilità. Pertanto l’educazione cercherà di estirpare dal carattere dell’alunno ogni possibile degenerazione, pur senza ledere la sua libertà.

Il precettore dovrà fare in modo che Emilio percepisca i propri limiti in modo naturale: egli otterrà quello che chiede solo se ne ha effettivamente bisogno. Il NO del precettore dovrà essere come un “muro di bronzo” contro il quale si infrange ogni capriccio. Bisogna rispettare la legge di natura e permettere che Emilio assuma conoscenze, abitudini e norme della legge stessa delle cose: la natura non insegna mai il male.

Il metodo del precettore sarà inattivo, e la sua educazione negativa: costituirà infatti nel togliere le cattive influenze, non nel fornire precetti. Ma se il precettore non fa nulla, in che modo sarà guidata l’educazione di Emilio? Il giovane allievo di R. apprenderà dalle esperienze, ma le sue esperienze, avverranno in situazioni concrete accuratamente predisposte dal precettore. La relazione fra maestro e allievo passerà dunque attraverso la mediazione del rapporto fra il giovane e l’ambiente: l’attività educativa del precettore sarà indiretta.

Il metodo dell’ “imparare facendo” costituisce una delle premesse fondamentali dell’attivismo pedagogico che tanta diffusione avrà nel ‘900. Nasce così il problema della libertà: Emilio deve essere educato alla libertà, ma l’accurata “regia” del precettore lo lascia davvero libero, o gliene dà solo l’illusione? Se la libertà viene intesa come assenza di condizionamenti, risponde R, allora nessuno è libero, perché ognuno è condizionato anzitutto dalla propria natura. Il precettore, che conosce la natura del proprio allievo, lo guida a un libero sviluppo di essa, sottraendolo agli impedimenti e alle deviazioni imposte dalla società.

Libro 3: la terza età educativa (12 – 15 anni) l’istruzione, l’utilità

  • Periodo più prezioso dell’esistenza e, data la sua estrema brevità, deve essere attentamente amministrato dal punto di vista educativo.
  • Definita “dell’intelligenza”, il tempo è breve e l’azione pedagogica deve scegliere che cosa fornire all’allievo senza pretendere di renderlo sapiente.
  • All’attività del corpo si aggiunge quella dello spirito.

Emilio è curioso di tutto e l’insegnante deve indirizzare bene questa curiosità. Il passaggio dalle conoscenze sensibili a quelle intellettuali avverrà sempre attraverso l’esperienza diretta. Il suo maestro lo allenerà a cercare in se stesso i mezzi di indagine, e a non ricorrere ad altri se non dopo aver riconosciuto la propria insufficienza. L’errore non verrà corretto dall’adulto ma da Emilio stesso: è importante che egli sappia solo ciò che ha compreso da sé.

Nella terza età educativa, dunque, l’istruzione di Emilio continuerà per forma indiretta, sarà incentrata sull’utilità, sull’interesse e sullo sforzo. L’allievo non imparerà i contenuti delle scienze, ma il gusto di amarle e i metodi per apprenderle quando l’amore per il sapere sarà più sviluppato.

L’acquisizione di un buon senso di orientamento e del valore dell’astronomia, ad esempio, avverrà quando Emilio verrà fatto smarrire nella foresta e stimolato a usare il sole per ritrovare la strada di casa.

La lettura non viene incoraggiata a esclusione del Robinson Crusoe, che narra la storia di un uomo che si è districato da solo in situazioni difficili.

Emilio verrà indirizzato a fare il falegname. Ciò che realmente importa è far comprendere a Emilio il valore profondamente umano e educativo del lavoro, di qualsiasi lavoro. R. supera il rifiuto aristocratico della manualità.

Libro 4 : la “seconda nascita” (15 – 20) e l’educazione alle passioni.

L’uomo esce dall’infanzia quando lo decide la natura e questo è un momento di crisi, è come se egli nascesse un’altra volta. Inizia l’educazione sociale, sentimentale, morale, religiosa ed estetica di Emilio. In questa fase Emilio impara a ragionare in modo astratto. Il precettore sarà molto attento a non favorire l’insorgere precoce delle passioni, evitando tutte le occasioni che potrebbero avviarlo. Ciò comporta la necessità di provvedere a fornirgli un’educazione sessuale. Se l’educatore non è sicuro di poter fare ignorare fino ai 16 anni la differenza fra i sessi, allora faccia in modo che l’alunno l’apprenda prima dei 10 anni.

Emilio avvertirà certamente i turbamenti dell’adolescenza nei confronti dell’altro sesso. Compito dell’educatore sarà quindi prepararlo ad affrontare la vita amorosa. Ciò avverrà più tardi, quando il giovane verrà avviato alla vita di società e lascerà la compagna per trasferirsi a Parigi.

  • Caratteristica che dovrà avere la compagna: complementare a lui, si chiamerà Sofia e aiuterà Emilio a tenersi lontano dalle tentazioni

Emilio sentirà sbocciare in se stesso la pietà quando riconoscerà che gli altri soffrono al pari di lui à per R. è nella natura identificarsi con chi soffre, mostrerà a Emilio le situazioni più tristi, affinchè egli impari a costruire la propria felicità a partire dalla conoscenza della precarietà della condizione umana.

  • Emilio dovrà imparare a osservare i comportamenti umani. Le narrazioni storiche dei libri mostreranno le azioni degli uomini. Le favole lo aiuteranno a fargli ricondurre i casi particolari a principi generali.

Istruzione religiosa à Emilio verrà messo in condizione di scegliere la propria religione.

Vengono affermati solo 3 principi: Dio esiste, l’anima è immortale, l’uomo è libero

Libro 5 : Sofia è l’educazione femminile

Emilio verrà avviato all’incontro con Sofia e al matrimonio, ma anche Sofia dovrà essere stata educata in modo opportuno.

Donna à passiva e debole per natura usa l’arma della seduzione per legare a sé l’uomo. La sua destinazione naturale è il matrimonio e la procreazione.

Educazione: conoscenze per il governo della casa, cultura al buongusto, formazione morale e religiosa.

Emilio incontrerà Sofia dopo un lungo viaggio a piedi con il suo precettore. Si farà un viaggio a Parigi per conoscere la capitale e ne tornerà disgustata, un ultimo viaggio separerà Emilio e Sofia per due anni affinchè imparino la fedeltà.

L’educazione politica sarà il cornamento del percorso formativo. Al termine del viggio Emilio sposerà Sofia e darà vita a una nuova famiglia. Il precettore lascerà Emilio dopo il matrimonio.

R à in polemica con la pedagogia del suo tempo.

Rousseau è uno dei “personaggi” più ambigui e se si può dire strani che ho incontrato studiando pedagogia. Conosciutissimo, pedagogo e filosofo si accompagnò con una ragazza analfabeta dalla quale ebbe 5 figli, tutti abbandonati in orfanotrofio e da qui si capisce la mia posizione in merito, se non si pensa a ciò leggendo la sua opera che attraversa l’educazione di Emilio, si capisce la sua genialità e l’attualità del suo pensiero.

Bibliografia:

l’Emilio / wikipedia / pensare ed educare Ugo Avalle – Michele Maranzana

Pubblicato da paroleepensierisparsi

leggo, scrivo, suono e spesso disegno... mi piace dire la mia, farmi domande e cercare di darmi delle risposte. ho una pagina instagram che si chiama paroleepensieri88 :)

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